venerdì 1 marzo 2013

Benedetto VXI è “morto” alle 20.00, ora italiana. R.I.P.


Benedetto VXI è morto alle 20.00, ora italiana. R.I.P. È ufficialmente andato.

Dalle 20, ora italiana Benedetto XVI è “morto” ed è istantaneamente “risorto” come Benedetto XVI, Papa Emerito, ossia a riposo. Pensionato di lusso, ospite non pagante  al “Gran hotel” nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo e poi, fra due o tre mesi, dentro un ex convento di clausura, al riparo, secondo voci non confermate, da un mandato di cattura internazionale per crimini contro l’umanità e associazione a delinquere,  ma si tratta di una bufala. (1), stando a quanto scrive il quotidiano online Libero.

In ogni caso il pomeriggio di ieri rimarrà nella memoria collettiva di molti per un periodo apparentemente lungo. Le lacrime dell’arcivescovo Georg Gänswein, da anni segretario privato dell’ormai ex pontefice, ora forse ridotto al ruolo di badante de luxe un papa pensionato.

L’anziano monarca dello Stato Città del Vaticano è uscito alla’aperto alle 16.50 per ricevere l’omaggio dei sudditi,dei servi,con tanto di lacrimoni anche di Piero, l’autista, prima di recarsi a bordo di un elicottero della Repubblica italiana e, per andare a firmare le scartoffie relative ai passaggi di potere in seguito all’abdicazione.

  Gli ultimi baciamani del suo pontificato, a cui non poteva sottrarsi a causa del cerimoniale, erano iniziati verso le 11, dove probabilmente ieri sera, allo scoccare delle 20.00, avrà messo la mano destra in ammollo nell’acqua bollente Benedetta, per non rimanerne ustionato sterilizzandosela, mentre con le gambe su uno sgabello, avrà potuto guardarsi in santa pace il TG1,condotto da un suo accanto fan e seguace, Francesco Giorgino, rendendosi conto finalmente che dopo anni la sua prigionia dorata era giunta al termine, ritornando ad assaporarsi il piacere delle albe e dei tramonti che scorrono, anche non facendo una beata minchia, passando le giornate leggendo qualche buon libro, ingozzandosi di crauti, salsicce e bevendo boccali di giganti di birra scura bavarese, lasciandosi andare al rutto libero, senza l’assillo d’essere udito dalla Guardie Svizzere, appostate dietro l’uscio, non si capisce se a protezione del papa o per impedirgli di fuggire…

L’evento dell’autopensionamento di Benedetto XVI è sicuramente stato per i “quattro cattolici” rimasti in Italia, per il mondo cattolico e non, un evento di portata epocale, che sarà scritto nei libri – cartacei e non –  di storia e che darà anche il via a un filone letterario fatto di complottismi teologico-avventurosi.. L’evento sarà analizzato, sezionato, dissezionato dagli studiosi,  esperti di geopolitica e fantapolitica, da teologi i sotto ogni sfaccettatura possibile, cercando di leggere nei fondi di bicchiere di un ex gerarca dell’ex Tribunale dell’Inquisizione, ossia Prefetto per il Tribunale per la Dottrina della Fede, divenuto papa, che dopo otto anni si è “Spapato” pur rimanendo Papa pensionato.

Dobbiamo dircelo: Joseph Ratzinger era come quel personaggio di Luca Bizzarri, in Ciro, che sentiva d’avere sempre sulle spalle quella carogna di avvoltoio. Benedetto XVI aveva il fardello ingombrante del confronto con il suo predecessore: Giovanni Paolo II.

Infatti alzi la mano chi alla sua elezione non ha storto il naso, incazzandosi anche per l’accento teutonico, visto che l’orecchio di mezzo mondo per ventisette anni si era assuefatto a quello del polacco?

Così come non va dimenticato ciò che dicevano al momento dell’elezione di Benedetto XVI i vaticanisti: dopo quasi trent’anni ci voleva un papa con scadenza breve, quindi lo Spirito Santo o chi per esso aveva deciso per uno abbastanza avanti con l’età, dove secondo alcune teorie non doveva campare più di cinque o sei anni e poi sarebbe tornato al Creatore, visto che veniva considerato un Papino di sSrie B, di passaggio, incapace a reggere il confronto, anche mediatico e come comunicatore, con il suo predecessore.

Tiè, invece. Benedetto X VI ha fatto il gesto dell’ombrello a tutti, sollevando idealmente anche il dito medio al mondo, decidendo di godersi i suoi ultimi anni come un sepolto vivo, senza stracciamento di giuggiole, mettendo stop a viaggi pastorali, folle oceaniche e maratona della Passione per le vie di Roma del Venerdì  Santo, l’Angelus e compagnia briscola, creando un burdello teologico non indifferente, come descritto ne “Benedetto XVI ha tradito – come Giuda – il ruolo di vicario di Cristo?” (2).

Ieri è stata scritta una pagina di storia, che rimarrà nei cuori delle persone il tempo tecnico dell’elezione del nuovo papa e poi, come è già accaduto con Giovanni Paolo II, nel volgere di sei mesi un anno al massimo, chi si ricorderà di Benedetto XVI? Nessuno. I fedeli come gli elettori sono volubili e dotati di una memoria religiosamente e politicamente a breve termine.

Rimane una domanda che si vorrebbe che il nuovo governo desse una risposta: il servizio di elitaxi fatto con un elicottero della Repubblica Italiana è stato senza costi per gli italiani, oppure è stata l’ennesima scrocconeria che lo Stato Città del Vaticano ha estorto per colpa del Concordato,alle casse degli italiani? Perché sarebbe bello conoscere quanto è costato il circo “della coscia di pollo con le pale” –   elicottero – l’affitto dei piloti, usura del mezzo, carburante avio, tenendo conto che il mezzo si è mosso dalla sua base verso il Vaticano, dal Vaticano a Castel Gandolfo,  da Castel Gandolfo al rientro alla base. E probabilmente i piloti avranno anche ricevuto un’indennità extra, avendo volato fuori dal Paese, in quanto viaggio internazionale: Italia-Stato Città del Vaticano. Stato Città del Vaticano- zona extraterritoriale dello Stato Città del Vaticano nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo. Palazzo apostolico nello Stato città del Vaticano a Castel Gandolfo-Italia. Senza dimenticare il distaccamento dei Vigili del Fuoco italiani dentro lo Stato Città del Vaticano, in quell’eliporto, così come nell’eliporto extraterritoriale del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, più varie ed eventuali… Ma tanto paga pantalone…

Una piccola nota autobiografica: devo molto a Karol Woytila e a Joseph Ratzinger, perché al tempo della dipartita di Giovanni Paolo II e fino a quando non è stato eletto Benedetto XVI ero fermo a tre quarti del mio romanzo “Progetto Emmaus”. I personaggi erano come impiantanti in un punto e sembrava che non volessero fare più nulla, come se in attesa di un qualcosa di nuovo. La morte di Giovanni Paolo II e l’elezione di Ratzinger diedero nuova linfa ai personaggi che si muovevano all’interno del romanzo. Quando vidi le maniche del maglioncino nero di Benedetto XVI sotto la “divisa pontificia”, questi si ridestarono e nella mia mente e si rimisero a scapitare come cavalli imbizzarriti, desiderosi d’uscire per galoppare verso il sole che cala all’orizzonte, conducendomi alla conclusione dell’opera letteraria.

Quindi: oggi come allora, grazie Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.
E come si usa dire:
 “Il Re è morto, viva il Re!”

01.03.2013

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